“Mamma mia, che mal di testa!” A quanti di voi non è mai successo di dire qualcosa del genere? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato che il 90% delle persone, almeno una volta nella vita, hanno sofferto di cefalea.
L’emicrania, nel 2002, è stata inserita tra le 20 patologie più disabilitanti in tutte le fasce d’età. Il più diffuso dei dolori, quindi, non risparmia quasi nessuno.

Mal di testa e nausea? Cos’è questo dolore acuto?
Il mal di testa si presenta in molte varietà di intensità, di forme e di localizzazioni tanto da non poter trovare una caratteristica comune. I rimedi al mal di testa e nausea che ci propongono sono molti ma non sempre riescono a risolvere il problema. Ad oggi sono stati contati oltre 150 tipi di mal di testa. La principale differenza si basa sulle cause che provocano mal di testa e nausea. In questo senso si distinguono i dolori primari, “idiopatici” (in greco “relativo a se stesso”), non riconducibili ad altre cause, dai dolori secondari, “sintomatici” (accidentali, dovuti ad altra causa).
Le cefalee primarie sono:
- cefalea tensiva
- cefalea a grappolo
- emicrania (con aura e senz’aura)
Le cefalee secondarie, derivanti da una malattia sottostante, sono:
- da sinusite,
- da nevriti o nevralgie craniche,
- da infezioni e infiammazioni,
- da malformazioni vascolari,
- da tumori del cervello,
- da ipertensione arteriosa,
- da glaucoma o altri problemi alla vista,
- da astenopia (affaticamento visivo)
- da problemi dentali,
- da disturbo psichiatrico,
- cefalea post-traumatica (traumi cranici, ematomi o emorragie).
Note aggiuntive sulle cefalee primarie!
Cefalea tensiva
La cefalea tensiva, il cosiddetto “cerchio alla testa“, è una tipologia di cefalea sempre più diffusa, di durata variabile che va da pochi minuti fino a vari giorni. È quasi sempre dovuta allo stress e di solito non è tanto intensa da pregiudicare le normali attività quotidiane, l’attività fisica, non peggiora l’intensità del dolore. Il vomito è assente, la nausea è rara, possono però coesistere fonofobia o fotofobia.
Tipici vittime di questa cefalea sono studenti, insegnanti, addetti al computer, sarti, ecc., che trascorrono molto tempo sui libri, o davanti al computer, col capo chino e quindi costretti al mantenimento di particolari posizioni corporee con simultaneo impegno mentale. I sintomi si presentano, generalmente, nel corso del rilassamento psico-fisico. Un occhiale con lenti “intelligenti”, appositamente calcolato per lo specifico impegno, può ridurre lo sforzo visivo, coadiuvare la riduzione della tensione muscolare e migliorare la postura, con risultati più che positivi.
Cefalea a grappolo
Ne sono vittime i maschi in oltre l’80% dei casi. Si manifesta con attacchi monolaterali, molto dolorosi e ravvicinati nel tempo. Il dolore si ripete ciclicamente seguendo sempre lo stesso schema, dando luogo ai cosiddetti “grappoli” che durano, normalmente, da mezz’ora a un’ora. Durante i periodi attivi gli attacchi si presentano da una a più volte al giorno, con una media di 1-3 volte. Il dolore è sempre unilaterale (spesso “dentro l’occhio”), lancinante e violento (di quello che fa venire voglia di trapanarsi il cranio pur di farlo cessare) e, di solito, è localizzato attorno all’occhio e allo zigomo, per questo spesso viene confuso con dolore all’occhio.
Gli attacchi causano molto spesso problemi all’occhio quali: Ptosi monolaterale (abbassamento della palpebra), epifora (lacrimazione di un occhio) e dolore oculare. il paziente con cefalea a grappolo durante l’attacco non riesce a stare fermo, appare irrequieto, a volte in preda ad una vera condizione di agitazione psicomotoria.
Come detto, però, si tratta di un dolore primario, non riconducibile ad altre cause. Per questo motivo ptosi, epifora e dolore sono solo sintomi, intrattabili in quanto tale, e questa cefalea esce del tutto dalle capacità dell’oculista o dell’optometrista.
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Emicrania
L’emicrania è tra le malattie più diffuse nel mondo. E’ probabilmente la malattia più frequente nell’età produttiva, con pesanti ripercussioni economiche, ed è la prima causa di assenza nelle scuole dell’obbligo. In Italia sono stati stimati, a causa dell’emicrania, 12 milioni di giorni lavorativi persi ogni anno con un costo di oltre 3 miliardi di euro.
L’emicrania compare sotto forma di attacchi periodici separati da intervalli di benessere. L’attacco emicranico si manifesta con dolore di intensità moderata o severa, generalmente pulsante ed unilaterale, peggiora con la normale attività fisica (ecco il perché delle assenza da scuola o dal lavoro) ed è associato a nausea e vomito. Di solito dura da poche ore a 2/3 giorni.
Nell’attacco di emicrania si distinguono solitamente 4 fasi con caratteristiche tipiche:
1) Prodromi: sintomi vaghi quali irritabilità, depressione, sonnolenza, stanchezza, sbadigli, difficoltà a concentrarsi, spiccato desiderio di dolci.
2) Aura: punti luminosi che rapidamente si allargano, luci lampeggianti, annebbiamento della vista, linee parallele luminose a zig zag, o parziale scomparsa del campo visivo. Meno frequente è la sensazione di intorpidimento a metà del volto o del corpo (in particolare all’arto superiore) o di difficoltà a parlare.
3) Dolore: insorge in modo graduale ed aumenta progressivamente. Si può protrarre per poche ore fino a qualche giorno. Il dolore, si presenta, di solito, con pulsazioni unilaterali, inizia in prossimità della tempia e dell’occhio fino a diffondersi. La cefalea è associata a nausea e a vomito e all’ipersensibilità alle luci, ai suoni ed agli odori. Il dolore peggiora con l’esercizio fisico e per questo il paziente, durante l’attacco, tende ad isolarsi in ambienti bui e silenzioso.
4) Remissione: Caratterizzata da poliuria (eccesso di minzione) e da prostrazione. La sensazione di spossatezza può durare anche vari giorni.
Un’attenzione particolare riguarda l’aura, che presenta sintomi di gravi patologie oculari. Ad esempio i lampi di luce possono essere sintomi di distacco di retina, mentre una emianopsia (perdita di parte del campo visivo) può essere associato ad una neurite ottica. E’ chiaro come, nel momento in cui tali sintomi si manifestano, una visita oculistica, per una diagnosi precisa, potrebbe salvare la vista.
Cefalee primarie in sintesi
EMICRANIA | CEFALEA TENSIVA | CEFALEA A GRAPPOLO |
Prevalenza 12-15% nei bambini | Prevalenza fino al 90% | Prevalenza 1/1000 |
3 volte più frequente nelle donne | La frequenza è indifferente rispetto al fattore sesso | 5 volte più frequente negli uomini |
Cefalea pulsante monolaterale con nausea, fastidio per luce e rumori | Sensazione di compressione, lieve o moderata. Può durare pochi minuti o giorni | E’ la cefalea più intensa, attacchi con andamento temporale ‘a grappoli’ |
I sintomi sono aggravati dalle attività fisiche, dalle luci e dai rumori. Si cercano luoghi bui e silenziosi | L’attività fisica non peggiora i sintomi, talvolta, il dolore è accompagnato da capogiri, rigidità della nuca e ansia | Dolore nella zona oculare con: lacrimazione, arrossamento oculare, congestione nasale e irrequietezza motoria |
Scatenata da stress, variazioni ormonali, clima, digiuno, assenza di sonno e alcol | Scatenata dallo stress o dal.mantenimento di posture sbagliate | Non è riconducibile ad altre cause |