La vista è il senso più importante nella nostra vita: ecco perché quando qualcosa non va con essa, ci preoccupiamo giustamente di trovare soluzioni in grado di risolvere il problema.

Spesso si tratta semplicemente di scegliere con attenzione le lenti a contatto migliori per i nostri occhi.

Ma a fronte di una offerta numerosissima e variegata, come possiamo scegliere quelle che fanno al caso nostro e come possiamo calcolare il loro potere o la loro gradazione?

Cerchiamo insieme di rispondere a questi quesiti.

Che tipo di lenti a contatto scegliere?

Come in tutti gli aspetti riguardanti la salute, anche nella scelta delle lenti a contatto è opportuno evitare il “fai da te” e rivolgersi sempre ad un professionista esperto, in questo caso un contattologo, in grado di valutare la compatibilità delle lenti con i nostri occhi e prescrivere la gradazione corretta e il tipo di lenti a contatto più adatte.

Le lenti sono presidi medici e la scelta deve essere effettuata, assieme al contattologo, sulla base delle esigenze visive e delle caratteristiche di forma e dimensione corneale e della lacrimazione dell’occhio.

Come facciamo a capire qual’è la lente più giusta per i nostri occhi?

Lo possiamo fare seguendo 3 parametri che le lenti giuste devono rispettare:

  • devono essere comode, così che ci si possa quasi dimenticare di averle indosso;
  • devono correggere i problemi visivi di cui si soffre, e quindi consentire una visione ottimale;
  • devono adattarsi allo stile di vita che si conduce, garantendo libertà e flessibilità per vivere comodamente la propria quotidianità.

Inoltre, una buona scelta delle lenti a contatto passa dalla valutazione del coefficiente di permeabilità, ovvero un numero che indica in quale misura il materiale che compone le lenti a contatto può essere attraversato dall’ossigeno; più grande è questo numero, maggiormente l’ossigeno passa e di conseguenza l’occhio soffrirà di meno.

In commercio esistono due tipologie di lenti a contatto:

  • lenti a contatto rigide, non idrofile (ossia che non assorbono liquidi), che si dividono in “gas permeabili” e “non gas permeabili”, sempre a seconda del passaggio o meno dell’ossigeno attraverso di esse;
  • lenti a contatto morbide, idrofile (cioè che assorbono liquidi). Sono consigliate le idrofile, che contengono grandi quantità d’acqua e sono di gran lunga le più comode. Inoltre, lo spessore è ridotto e quindi l’ossigeno passa in modo migliore e in quantità maggiore.

In generale tutte le di lenti, siano esse rigide o morbide, possono essere comode, l’importante è che siano ben applicate e ben tenute.

 

Come calcolare il potere delle lenti a contatto?

Il calcolo esatto va fatto dall’optometrista contattologo che valuta il potere in funzione dell’ametropia, ossia del difetto visivo.

Nonostante le formule che determinano il potere delle lenti a contatto conoscendo quello degli occhiali, si deve considerare che queste sono solo approssimative, anche perché quando si applica una lente a contatto sulla cornea, in realtà si forma un’altra lente fatta dalle lacrime che restano intrappolate tra superficie esterna della cornea e superficie interna della lente a contatto. Questa lente, detta “menisco lacrimale”, ha un suo potere diottrico del quale si deve tenere conto; il calcolo del potere, quindi, va eseguito, tramite una specifica misurazione (“sovrarefrazione”) solo dopo aver determinato la curvatura ed il diametro ottimale della lente a contatto, non si può fare per approssimazione, se ci teniamo alla nostra efficienza visiva.

Gli altri metodi approssimativi per calcolare in maniera rapida la gradazione delle lenti a contatto rispetto agli occhiali, come ad esempio aggiungere +0,25 diottrie ogni due diottrie in aumento oltre alle 4,00 nella prescrizione degli occhiali, danno risultati spesso non precisi. Ancora una volta si sconsiglia fortemente il “fai da te”: l’applicazione di una lente a contatto è una scienza, non una formuletta.

Come capire se le lenti sono giuste? Alcuni consigli

Sembra lapalissiano, ma vale la pena ripeterlo: le lenti a contatto giuste sono quelle che, indossate tutto il giorno, non danno fastidio, non danneggiano l’occhio e fanno vedere bene.

Al fine di mantenere un comfort visivo adeguato è importante la cura di questi dispositivi. Se le lenti non sono monouso, ma mensili, o più, bisogna provvedere alla loro perfetta pulizia, disinfezione e conservazione nel loro contenitore con i liquidi consigliati dal contattologo.

In ogni caso, qualsiasi sia il tipo di lente, giornaliera, mensile, rigida o morbida, prima di manipolarla, occorre osservare un’attenta pulizia delle nostre mani, se ci teniamo alla salute dei nostri occhi.

Le lenti morbide odierne sono sottilissime e si può correre il rischio di indossarle rovesciate.

Abbiamo già parlato di come mettere le lenti a contatto, in particolare per capire se le lenti siano nel verso giusto. Se avete dubbi consultate il vostro contattologo che vi spiegherà come fare. Vi consiglierà certamente di:

  • trovare un angolo ben illuminato;
  • mettere la lente sulla punta del dito col bordo rivolto verso l’alto;
  • notare se i lati sono arrotolati o ripiegati lungo il bordo, in questo caso la lente è a rovescio.

In alternativa si può:

  • tenere la lente vicino alla parte centrale, mantenendola tra il pollice e l’indice;
  • premerla come se la si volesse piegare a metà;
  • osservarne il contorno. Se è rivolto verso l’alto o se i bordi sembrano toccarsi, la lente è nel verso giusto.

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