occhiali per computer riposanti

Tra lavoro e divertimento la maggior parte di noi passa davanti a computer, tablet e smartphone gran parte della giornata. Molte ore al PC possono danneggiare i nostri occhi, ma alcuni piccoli accorgimenti e gli occhiali per computer riposanti ci possono aiutare a proteggerli.

L’utilizzo prolungato del computer può portare alla sindrome detta di Computer Vision, che riguarda moltissime persone. Negli ultimi anni gli schermi elettronici sono diventati la cosa che osserviamo di più durante una giornata. Alle otto ore spesso passate davanti al PC al lavoro, se ne aggiungono normalmente almeno un altro paio trascorse a guardare il cellulare per vedere gli ultimi aggiornamenti sui social degli amici, un video di YouTube o la notizia del momento e la sensazione è di essere più affaticati del solito.

I sintomi della CVS (Sindrome da Computer Vision) sono il campanello d’allarme che ci avverte del pericolo. Come il dolore ci fa allontanare la mano dal fuoco, salvando l’organo, così il fastidio ed il dolore oculare ci avvertono che stiamo per danneggiarci la vista.

I sintomi della CVS sono vari e sono di tipo visivo, neurologico e muscolo-scheletrico; non si presentano necessariamente tutti insieme e variano molto da persona a persona, a seconda delle abitudini e del modo in cui si sta davanti al computer, alla televisione o di come si utilizzano smartphone e tablet.

stress visivo

Photo by Tim Gouw

Di solito chi soffre del disturbo dopo qualche ora davanti allo schermo dice di avvertire bruciore agli occhi, affaticamento della vista, mal di testa e dolori al collo dovuti alla posizione della testa per fissare il monitor.

Uno dei motivi è che quando si osserva a lungo uno schermo si chiudono e riaprono gli occhi (ammiccamento) con minore frequenza. In condizioni normali ammicchiamo tra le 17 e le 20 volte al minuto, mentre quando lavoriamo al computer arriviamo a dimezzare questo numero. Una minore frequenza nella chiusura delle palpebre può contribuire al senso di secchezza e affaticamento, e in alcune persone rende più probabile l’arrossamento (sindrome da occhio secco).

Rimedi contro la CVS

Per quanto fastidiosa, la CVS porta a sintomi solo temporanei. La sindrome si comporta un po’ come i lavori fisici pesanti: così come si ha male ai muscoli dopo una giornata passata in cantiere, si ha fastidio agli occhi dopo un giorno davanti al computer, ma dopo qualche ora di riposo passa tutto.

A differenza però dell’attività fisica, che potenzia i muscoli e che nel tempo ci fa migliorare le prestazioni, la CVS non rafforza la vista, anzi può portare nel tempo ad adattamenti anche gravi (abbandono del compito, miopizzazione, errori e incidenti sul lavoro, ecc.).

La via maestra per contrastare la CVS passa attraverso l’utilizzo di occhiali per computer riposanti , ossia destinati all’utilizzo del computer, che tengano conto anzitutto delle abitudini visive del portatore, del tipo di schermo, delle emissioni dannose e della postura e distanza di utilizzo.


Esistono lenti da vista fatte apposta, che accentuano, di pochissimo, i toni caldi contrastando la luce blu/viola, dannosa, emessa dello schermo e che presentano una correzione lievemente diversa nella loro parte inferiore: non sono multifocali vere e proprie, ma aiutano gli occhi nell’aggiustamento della messa a fuoco quando si sposta lo sguardo da qualcosa di distante allo schermo.

Una visita specialistica presso l’ottico di fiducia è in grado di determinare la giusta lente, ma nell’attesa di fissare l’appuntamento, alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre sintomi e fastidi dovuti alla CVS.

  1. L’utilizzo di uno schermo ad alta definizione può rendere meno faticosa la lettura a video, grazie ai caratteri più definiti e al maggiore contrasto. Importante anche la risoluzione degli schermi: uno schermo a bassa risoluzione causa un impegno visivo aggiuntivo poiché percependo una nitidezza insufficiente, l’occhio crede di essere fuori fuoco, cerca una focalizzazione senza trovarla, e si affatica inutilmente. Meglio usare schermi grandi e ad alta risoluzione che non inducono questi fastidi.
  2. Il monitor dovrebbe essere tenuto a una distanza di 50-70 centimetri dal volto, con il suo bordo superiore alla stessa altezza degli occhi, in modo da tenere la testa lievemente inclinata verso il basso. La giusta distanza è quella del braccio teso, così che ci sia spazio sufficiente per poggiare le braccia e usare mouse e tastiera, senza troppe costrizioni. Tuttavia attenzione per chi porta occhiali progressivi a non essere costretti, dall’altezza dello schermo, ad assumere posture che inducano affaticamento della muscolatura del collo e delle spalle. Chi sta molto al computer, utilizzi occhiali da riposo per computer specifici o si consigli con il suo ottico optometrista.
  3. La luminosità dello schermo deve essere di poco superiore a quella dell’ambiente circostante, che a sua volta dovrebbe essere non troppo luminoso e privo di riflessi che confondono la vista, obbligando gli occhi a fare sforzi maggiori. Al PC non si può lavorare al buio: se il monitor del dispositivo acceso è la sola fonte di luce, la pupilla si stringe sul campo illuminato e si allarga in quello scuro circostante determinando un affaticamento dell’occhio che si somma a quello necessario alla messa a fuoco di oggetti a distanza diversa. È necessaria un’altra fonte luminosa che si armonizzi con quella del PC che non sia troppo forte o troppo debole. Non usare luci dirette che generino riflessi e riducano il contrasto necessario a leggere agevolmente i testi.
  4. L’illuminazione ambientale deve ricreare quanto più possibile quella naturale. Tutti trovano gradevole la luce del sole perché viene dall’alto ed è omogeneamente diffusa. L’ideale è ricevere una luce dall’alto, ben distribuita, meglio se calda (non a neon) e riflessa da un soffitto chiaro. Questo tipo di luce non fa ombre a differenza di quelle laterali e si ha il vantaggio di non essere abbagliati, e quindi di non richiedere un continuo adattamento degli occhi. Se la luce è al neon o a led usare sempre lenti che proteggano dalla radiazione blu/viola
  5. Ogni 20 minuti circa, alzare la testa, distendere la schiena all’indietro, sbattere più volte gli occhi e fissare il soffitto il più indietro possibile per tre/quattro volte. Pochi secondi ogni 20 minuti vi aiutano ad essere più riposati ed a lavorare meglio.
  6. Se si utilizzano dei documenti cartacei mentre si lavora al PC, posizionarli al di sopra della tastiera, ma più in basso rispetto allo schermo. Per facilitare la cosa si può utilizzare un leggìo accanto allo schermo. In questo modo si limitano i movimenti continui degli occhi e del collo, a tutto vantaggio della schiena.
  7. Lo schermo deve essere pulito e non deve riflettere: si può utilizzare una pellicola specifica da applicarvi sopra, così da diminuire la riflessione delle luci.
  8. Cambiare le impostazioni del PC, regolando contrasto e luminosità per il proprio miglior comfort visivo. Una luce troppo bassa, come spesso si imposta per consumare meno batteria, richiede uno sforzo accomodativo (messa a fuco) eccessivo.
  9. Sfruttare lo schermo e le potenzialità del PC: regolare ad esempio grandezza dei caratteri e preferire font semplici per la scrittura, come Palatino, Linotype, o quelli ai quali siamo abituati perché li abbiamo visti sui testi scritti come il Book Antiqua: più sono riconoscibili, meno fatica si fa.

stanchezza al computer