Sono nato a Roma attorno (ahimè) alla metà del secolo scorso. La mia memoria, a detta delle malelingue, si sta leggermente offuscando, ma è particolarmente vivida nei ricordi d’infanzia. Anche se ero piccolo, facevo ancora le elementari, ricordo molto bene le domeniche (il termine week end non lo avevano ancora inventato) tra la fine d’agosto e l’inizio di settembre (le scuole iniziavano il primo di ottobre). Uscivamo di casa all’alba per stiparci in cinque nella Fiat 600, con le ceste del cibo e l’ombrellone sulle gambe dei passeggeri del divanetto di dietro, e raggiungere, dopo un paio d’ore di fila sotto il sole, l’agognata spiaggia.
Castelli di sabbia, corse tra gli ombrelloni per cercare di far decollare l’aquilone autarchico fatto con carta velina e stecche di ombrello, bagno tra le onde con mamme che urlano in coro dalla riva “non ti allontanare”, “esci subito”, “quando ti prendo, vedi…”, ed infine il pranzo sullo sbilenco tavolinetto pieghevole sotto l’ombrellone.
Il menù era quasi sempre lo stesso: si iniziava con la fritttata di pasta con sabbia o pasta al forno con melanzane e sabbia, per secondo fettine panate e sabbia, contorno di insalata con pomodori e sabbia e per finire la frutta a scelta tra pesche e cocomero con sabbia.
Certo, sulla riva la brezza è costante (ci si va apposta), ma il vento estivo ha notoriamente l’inconveniente di portare con sé la sabbia, specialmente quella sottile come sulla maggior parte delle nostre coste. Finché la sabbia va sulle portate che stiamo mangiando, il problema è poco grave: dopo un po’ di scricchiolio sotto i denti, un sorso d’acqua manda via tutto.
Ma se il vento ci fa finire la sabbia negli occhi (e capitava e capita anche ad oggi!) allora le cose erano diverse.
Cosa provoca la sabbia negli occhi?
Qualche granello di sabbia nell’occhio, di per sé, non provoca danni, ma solo fastidio. Il problema è che la prima reazione che normalmente abbiamo, è di strofinare l’occhio per alleviare la sensazione di prurito. Facendo così però il granello raschia con forza la superficie della cornea, creando abrasioni.
Il danno può andare anche oltre la semplice abrasione: se questa non si ferma all’epitelio, può arrivare a ledere la seconda membrana della cornea (membrana di Bowman), che protegge la sostanza corneale vera e propria (che si chiama stroma corneale).
Un graffio sull’epitelio, così come sulla congiuntiva, si rimargina in pochi giorni senza nessuna conseguenza o cicatrice, ma se è più profondo la struttura corneale viene alterata e la cicatrizzazione lascia la cornea opaca e non più trasparente.
L’epitelio ha poi una funzione importantissima: fa da barriera ai microbi, questi possono essere inoffensivi, quando sono nel liquido lacrimale, ma recare forri infezioni se si insinuano nello stroma corneale.
Come accade per le ferrite sul derma (si disinfettano per impedire ai batteri di entrare nell’organismo) se la lesione corneale supera la barriera della membrana di Bowman, occorre utilizzare una pomata disinfettante (antibiotica o sulfamitica) certamente prescritta dal medico: per i nostri occhi il “fai da te” non è mai una scelta intelligente!
Cosa fare se entra della sabbia negli occhi?
Per primissima cosa, ATTENZIONE A NON STROFINARLI per non mettere in pericolo l’integrità corneale. Cosa fare, allora? Potete tentare tre operazioni:
- Afferrare le ciglia della palpebra superiore e tirarle dolcemente per staccare la palpebra dall’occhio. Sempre tirando le ciglia, con la palpebra staccata dal bulbo, muoverle dolcemente a destra e sinistra e poi prima verso l’alto e verso il basso, ruotando contemporaneamente lo sguardo, in senso orario e poi antiorario.
- La manovra precedente è normalmente sufficiente, ma se ancora c’è il fastidio instillare un qualsiasi collirio (abbondatemente, circa 4/5 gocce), e poi ripeterla.
- Se ancora non basta, farsi aiutare: dilatando le palpebre con le dita, con il capo tutto all’indietro, spalancate bene l’occhio e sciacquate abbondantemente l’interno versandovi sopra un bicchiere di acqua minerale non gasata a temperatura ambiente o, meglio ancora, soluzione salina per lenti a contatto. (Non usate l’acqua di rubinetto che potrebbe contenere batteri o altri microbi dannosi) L’azione meccanica dell’acqua rimuoverà i corpi estranei portando via il fastidio, e potrete serenamente tornare al sole.
Se ancora permane il fastidio, vuol dire che un granello si è incastonato nella cornea, e va prontamente rimosso: di corsa dall’oculista!
Ma se per caso ci fossimo strofinati gli occhi provocandoci un’abrazione corneale?
Se dopo aver fatto le operazioni descritte sopra, il fastidio diminuisce molto e poi svanisce entro un’ora o due, vuol dire che lo cose sono andate a posto da sole. Se dolore o fastidio, anche se leggeri, persistono, allora è opportuneo recarsi quanto prima a farsi controllare la cornea da un oculista: un semplicissimo esame con un biomicroscopio, dirà al medico se consigliare o meno un disinfettante oculare o magari un periodo di occlusione.
Un ultimo consiglio: se andate da un oculista perché avete dolore o bruciore ad un occhio, preoccupatevi di non essere costretti a guidare al ritorno: se l’oculista procede al bendaggio di un occhio, non sarete in grado di valutare le distanze, e guidare sarebbe pericolosissimo: fatevi accompagnare da qualcuno con la patente!