Il mal di testa (cefalea, correggono gli acculturati), è uno dei disturbi più frequenti che quasi tutti hanno provato qualche volta (si stima che solo l’8% degli italiani non ne ha mai sofferto). È il dolore cranico, localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato o meno da lampi di luce, vomito, nausea, febbre, vertigini, lacrimazione; può durare pochi minuti o tutto il giorno, e può presentarsi ad intervalli regolari o sporadicamente.
Le cause sono disparate, e non sempre conosciute. In generale, il dolore è dovuto a particolari cellule nervose che si connettono ad una struttura del cervello, la “corteccia insulare”, che crea la brutta sensazione: se metto la mano sotto il rubinetto e poi apro l’acqua calda, percepisco l’aumento di temperatura, poi sento il calore, ma quando questo sale al punto che può danneggiare la mano, la corteccia insulare viene attivata e il dolore mi fa ritirare la mano prima che si ustioni.
Dunque il dolore è un meccanismo di protezione, una sirena di allarme, fastidiosa ma utilissima, e lo si localizza sulla parte del corpo soggetta allo stimolo danneggiatore, per sottrarla all’agente nocivo.
La cosa più curiosa della cefalea è che il dolore è localizzato nel cervello, che però è l’unica struttura assolutamente priva di recettori specifici, e che quindi in nessun caso può essere sede di dolore, tanto che gli interventi di neurochirurgia al cervello necessitano di anestesia solo per aprire la scatola cranica e rimuovere le meningi (le membrane che rivestono il cervello), poi possono continuare con il paziente sveglio e collaborante, che non prova nessun dolore.
E allora? Dove è localizzato il dolore? Le cose sono ovviamente un po’ complesse, ma nella maggior parte dei casi il dolore al cervello ci dice: “riposati”, oppure “chiudi gli occhi”, oppure “distenditi”. In poche parole (ovviamente non in presenza di particolari patologie) “allontana lo stress e ti sentirai meglio”.
“Ma non basta un analgesico? Ne fanno tanta pubblicità…!”. Oh, sì. L’analgesico fa passare il dolore, ma, oltre ad aggiungere chimica, non sempre benefica al nostro metabolismo, non agisce sulle cause. Se un antifurto ci da fastidio, meglio andare a controllare se ci stanno rubando l’auto che mettere i tappi nelle orecchie per non sentirlo.
I mali di testa, abbiamo visto, si presentano in modo diverso per localizzazione e modalità di insorgenza. In particolare possono avere una componente visiva, spesso molto forte, quelli che insorgono durante la giornata, piuttosto che quelli presenti già al risveglio, quelli localizzati sulla fronte o alla sommità del capo piuttosto che sulla nuca, quelli che migliorano al buio, quelli accompagnati da sonnolenza. Una visita optometrica, andando direttamente alle cause del mal di testa, in moltissimi casi consente di individuare rimedi definitivi, senza ricorre a farmaci:
cefalea legata a problemi visivi
Anche chi vede (o pensa di vedere) benissimo da lontano e da vicino può aver bisogno di un occhiale che corregge quel pochino di astigmatismo o di ipermetropia che causano il disagio e che provocano cefalea. Un veloce controllo optometrico è in grado di evidenziare l’eventuale causa;
Mal di testa legato ad abuso di schermi elettronici
Gli schermi di computer o di smartphone hanno caratteristiche assolutamente “innaturali”: sono retroilluminati, sono piatti, sono a distanza fissa, emettono una percentuale spropositata di dannosa luce ad alta energia (blu/viola). Queste caratteristiche ne rendono l’uso continuo particolarmente oneroso per il nostro apparato visivo, ed anche una persona dalla vista perfetta, ma che usa questi dispositivi per diverse ore, può avvertire astenopia (cefalea, lacrimazione, sonnolenza, lacrimazione ecc.).
Anche per questo problema esistono ottime soluzioni: degli occhiali correttivi filtranti che rendono molto più “naturale” l’uso degli schermi e proteggono la retina, sopratutto quella più delicata di giovani e giovanissimi;
Mal di testa legato alla guida prolungata, soprattutto notturna
Necessità di continua attenzione, fari delle macchine sempre più fastidiosi, magari un parabrezza non perfettamente pulito, riescono a mettere in crisi anche il più valido degli apparati visivi. L’occhiale da guida corregge la miopia fisiologica notturna, aumenta la percezione del contrasto e diminuisce l’impatto dei fari avversi. Via il fastidio agli occhi, via il dolore di testa. Attenzione, però: non puliscono i parabrezza!
Mal di testa legato a cattiva postura
Non tutti assumono una giusta postura davanti al computer, e per giusta intendo senza contratture nella schiena e senza stare troppo vicino o troppo lontano dallo schermo. Le lenti Digitime, lenti “a tutto schermo” si prescrivono tenendo conto di distanza e posizione della scrivania e dello schermo, facendo mettere a fuoco utilizzando la giusta postura a collo e spalle, ricreando una posizione ergonomicamente equilibrata. Niente più dolori alla testa, ma neanche alla schiena, dopo qualche ora al computer.
Così, basta davvero un controllo della vista e tutti i mal di testa andranno via? Ovviamente no, ma avremo aggiunto un tassello alla costruzione del nostro benessere.
Senza cadere nell’ovvio (“Dottore, soffro di insonnia…” “Ci dorma sopra, vedrà che le passa…”), se una consulenza optometrica vi conferma che le vostre abilità visive sono adeguate alle vostre attività, cercate di limitare le situazioni stressanti e di assumere una corretta igiene di vita, soprattutto alimentare, e……..vedrete la differenza!